14 dicembre 2014

Rumore n.275


Marco Taddei, Simone Angelini
ALTRE STORIE BREVI E SENZA PIETA'
Bel-Ami Edizioni, 116 pp., Euro 10,00

Fermo immagine:
Niente di melodrammatico. Vada per la speranza che li renderà più arrendevoli.
Infedeli divulgatori della differenza come teoria e pratica di una vita, un'altra, possibile, Taddei e Angelini tornano alla carica. Lo fanno decidendo di far seguire al precedente Storie brevi e senza pietà altre otto storielle che incedono con umorismo acido, ambientazioni surreali e carica tanto comica quanto disarmante di serietà. I due creano con facilità un piccolo universo in grado di racchiuderne molti altri, compreso il nostro, sezionato e sviscerato con il ghigno freddo del giullare di corte. Potenzialmente molti e diversi i riferimenti o le fonti di ispirazione. Fascinazioni che ricordano Saramago, ansie che riportano a Kafka, le finzioni di un Borges o lo sguardo disincantato di Luciano Salce. Sono scampoli o frammenti di una visione al termine della quale dovremmo spogliarci di corpi e parole, guardarci e non riconoscerci. Qualora la progressione terminasse, la scrittura e il segno maturassero ancora, toccherebbe riconoscere i due come i guastatori che sono: impagabili.

Daniele Ferriero (Rumore n.275 - Dicembre 2014)

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