26 ottobre 2010

La Candelabra.... il ciclo vitale di Abramo Candela (Atto Quarto)



Buttata giù la prima tavola a matita uscì dal frigo Will e mi disse: "Caro ragazzo cerca di fare qualcosa di diverso dal solito"

Era un periodo di fissa totale per Alex in particolare i suoi lavori ad acquerello...

Li avevo sul desktop del pc a rotazione ogni 5 secondi.




Lui dal monitor mi disse: "Eddai, su, basta disegni in bianco e nero"

E così presi la decisione di avventurarmi nella colorazione ad acquerello, china colorata e pastelli.

Di fondamentale importanza furono gli insegnamenti, i consigli e la pazienza della più grande illustratrice dell'emozione



...fine quarto atto.

12 ottobre 2010

La Candelabra.... il ciclo vitale di Abramo Candela (Atto Terzo)

La gestazione.
(schizzi miei, testi suoi)






"[...] ho scritto qualcosa che ti sottoporrò nottetempo probabilmente.  Ho in sospeso solo il finale che sezioneremo assieme [...]"







"[...]Nel frattempo ho stilato questo canovaccio. Praticamente è la descrizione del pensiero dell'uomo agavofilo. L'esposizione delle sue ossessioni un tempo che è sempre caro. L'ho preparato in forma di battute. Ogni battuta è una vignetta. Ogni battuta dovrebbe apparire come didascalia alla vignetta. Prendila come una bozza, una revisione è di dovere[...]"



              ... fine terzo atto.

11 ottobre 2010

La Candelabra.... il ciclo vitale di Abramo Candela (Atto Secondo)

I giorni successivi al viaggio nelle Marche furono di ricerca e riesumazione dei miei trascorsi da studente di architettura. Tirando le somme son serviti a qualcosa.
...e quel vecchio pazzo aveva trovato la sua naturale collocazione...

il Battistero Neoniano di Ravenna.


Si, perchè li ci sono "le candelabre" e Wikipedia ci spiega che: "La candelabra è un motivo ornamentale in uso nelle arti figurative. Si tratta di una pianta che si sviluppa in verticale (come una "colonna" vegetale) che rappresenta, più o meno verosimilmente, il fiore dell'agave."

Dovevo consegnare questo minestrone di idee a qualcuno in grado di districarsi, anzi di intricare ancora di più la matassa, per buttare giù la sceneggiatura del fumetto ed i dialoghi.

allora gli scrissi:
"Immagina un tipo molto anziano prossimo al trapasso che si muove nel Battistero Neoniano di Ravenna (pianta ottagonale, 8 = resurrezione (7=tempo + 1 =dio) che ha una cupola decorata a mosaico che racconta il battesimo di cristo, con cerchi concentrici e decorazioni di fiori di agave (chiamati appunto Candelabra). Insomma un tipo arterosclerotico, che si fa dei viaggi mentali li dentro per poi morire miseramente sotto un lampione ai bordi di una strada a scorrimento veloce con questo enorme fiore di agave che gli spunta dai pantaloni..... ultimo guizzo di vita prima della morte."

Lui cominciò a dar vita alla mente
ed io al corpo del signor Abramo Candela...


... ed il vecchio ce ne fu grato.




fine secondo atto.


10 ottobre 2010

La Candelabra.... il ciclo vitale di Abramo Candela (Atto Primo)

Come è iniziato tutto?...

Penso quella mattina d'estate che le dissi: "Vorrei fare una storia sull'uomo agave, un uomo centenario con il sangue alcolico, la mente confusa e un gran fiore di agave che gli sbuca dai pantaloni!"

L'idea frullava in testa, con un'unica immagine chiara:
una visuale dall'alto di lui morto a terra, con questo mostruoso arbusto floreale che gli sbuca dalla cerniera e arriva al cielo.

Giorni dopo fu fondamentale il nostro viaggetto verso Ancona per ammirare il PopUp! segnalatoci da lui.




Il nostro pellegrinaggio artistico verso il santuario in rovina di Ericailcane ci ha portati lungo il percorso ad una sosta in un altro santuario nei pressi di Loreto.
Dicono che nel 1294 d.c., soldati sorretti da una fede abbiano smontato, come un lego, un luogo di culto in Terra Santa e l'abbiano ricostruito proprio li.... nelle Marche.
Ci colpì l'atmosfera del posto e gli strani individui invasati che giravano all'interno.
E nella mia mente il signor Abramo prendeva forma pezzo dopo pezzo...


Uscendo dal Santuario accadde qualcosa di fondamentale importanza......

Scolpita dal sole nel pieno della sua naturale drammaticità c'era lei.


fine primo atto.

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