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| Illustrazione per la cover dell'inserto Finzioni dell'agosto 2026 del Domani |
«Il mio stile? Nasce dai miei limiti. Il fumetto è un’arte poverissima»
Da il Domani dell'8 agosto 2026
intervistato da Michela Rossi
La cover del prossimo inserto Finzioni è firmata da Simone Angelini,
fumettista, illustratore e animatore, ma anche curatore di diversi progetti
culturali dedicati al fumetto. Autodidatta, cresce nel mondo dell'autoproduzione,
dove sperimenta tra fumetto, illustrazione e animazione, fino a costruirsi
negli anni uno stile essenziale ed estremamente riconoscibile.
Insieme allo scrittore Marco Taddei è il co-autore e disegnatore di
"Anubi", graphic novel rivelazione premiata come Miglior fumetto ai
Premi XL di la Repubblica al Napoli Comicon 2015 e al Treviso Comic Book
Festival 2016. Realizzano insieme poi anche gli spin-off "Horus" ed
"Enrico", oltre ai volumi "Malloy il gabelliere spaziale",
"Storie brevi e senza pietà" e "Quattro vecchi di merda".
Nel 2022 pubblica "Storie zitte" (Ifix), la sua prima raccolta di
racconti come autore unico.
Tre anni dopo arriva "Rifrazione Fantasma", edito da Coconino
Press, un graphic novel distopico e grottesco dove fantascienza, satira
politica e controllo tecnologico diventano lo spunto per raccontare il presente
e interrogarsi su identità, relazioni e libertà. Fa parte del Comitato
Scientifico del CLAP Museum di Pescara, dove insieme a Oscar Glioti ha curato
le mostre "Scòzzari ride ancora" e "Tamburini – Il tempo è
l'unico denaro". Questa estate ha calcato il palco di Caparezza nel tour
Orbit Orbit, disegnando dal vivo per beneficienza.
Un suo autoritratto è entrato nella collezione permanente degli Uffizi di
Firenze.
In Rifrazione
Fantasma usa la fantascienza per parlare, in realtà, del nostro presente. È così?
Decisamente. Ho ambientato il racconto in una
realtà parallela e sfasata di pochi secondi rispetto la nostra. Per questo
motivo parlare di fantascienza forse è esagerato, non ci sono elementi
estremamente futuristici, anzi si respira un’aria retrò con una tecnologia che
è andata avanti su altri binari, ma molto vicino alla nostra. C’è un social
network che gestisce la vita di tutti, ci sono dei droni che svolazzano nel
cielo, c’è il reddito universale, come la vetrinizzazione dell’individuo, la
gamification, una autocrazia paternalista, la semplificazione del linguaggio,
la perdita di senso critico, l’erosione della responsabilità, il consumo
compulsivo e tanti altri elementi che dovrebbero esserci familiari.
Diciamo che è il primo
racconto lungo a fumetti da autore unico pubblicato da Coconino press. In
passato ho creato svariate storie brevi in solitaria, finite su raccolte,
agende, fanzine o autoprodotte. Mi piace ricordare il progetto Formula Comics
dove ho raccontato la tragica vita del pilota Clay Regazzoni.
Con Marco la collaborazione è stata molto impegnativa e irripetibile, abbiamo
creato personaggi e universi narrativi complessi in circa 10 anni, l’ultimo
fumetto insieme risale al 2019.
In seguito ho avuto soltanto bisogno di rallentare e recuperare pienamente la
mia voce di autore e per farlo son passato da un esperimento di annientamento
della parola, la raccolta delle Storie Zitte. Cercare il silenzio per tornare
poi a urlare, ed eccoci a Rifrazione Fantasma.
I
Il mio stile nasce
dai miei stessi limiti: dagli errori e dalle “pezze” usate per colmare una
formazione che non è artistica, ma scientifica e architettonica. Forse la mia
freddezza deriva proprio da lì. Questa sottrazione ha generato una forma che fa
da contrappunto a un racconto che, al contrario, è emotivamente carico. Mi
piace sperimentare, ma sono anche molto pigro e non provo piacere nel
disegnare. Amo la progettazione, l’idea, la scrittura e il libro pubblicato. E si lavora sempre di fretta per bilanciare l’equazione
della vita.
L’ironia è
uno strumento fondamentale sia nei fumetti che nella vita. Aiuta a svelare
contraddizioni e paradossi della realtà, stimolando il pensiero critico e
andando oltre il significato delle parole.
Può ridimensionare i problemi, è quindi anche un ottimo meccanismo di difesa.
Viene dal mondo dell’autoproduzione, è una dimensione che sente ancora sua?
Sì, ho continuato ad autoprodurre
piccoli fumetti nel corso degli anni, aiutato da un amico appassionato che ha
una mini etichetta chiamata Indipendent Comics.
Il fumetto è un’arte poverissima, bastano dei fogli e delle penne, non è
cinema, non è animazione e neppure fotografia. Non servono orpelli, si può
essere estremamente essenziali nella forma se c’è sostanza.
Tutti i fumettisti devono provare a autoprodurre i propri fumetti e soprattutto
cercare un modo per farli girare, vendere e autosostenere la produzione.
Il supporto cartaceo e il sudore sono
elementi fondamentali, che nessun post su un social potrà sostituire.
Negli ultimi anni ho vissuto più di riflesso questa realtà tramite la mia
compagna Chiara Luna Colombaro che è attivissima con l’autoproduzione a fumetti
con il collettivo de Gli Orribili e anche in solitaria, vi consiglio di
recuperare “Lo Spunto”.
Disegna, illustra, fa animazione e cura mostre. Come è arrivato a far
convivere questi linguaggi?
Se il disegno e l’illustrazione sono
la creazione e la sintesi, nell’animazione sposto quel processo nel tempo e nel
movimento, mentre curare un'esposizione significa far dialogare le opere
con l'architettura, le luci e il percorso del visitatore. Ogni ambito aiuta ad arricchire l’altro, sono concatenati in uno scambio
continuo.
…e queste sono solo la parte creativa della mia vita. Faccio convivere con essa
cose molto più distanti, noiose, faticose, ma necessarie. Fare lavori non
creativi aiuta, oltre al portafoglio, anche a staccare la mente, annoiarla,
stressarla e arricchire il magazzino mnemonico di esperienze, volti, dialoghi e
situazioni, utilissimi poi nella creatività. Anche fare una bella passeggiata
all’aria aperta, lasciando il telefono a casa, aiuta molto.
Ha firmato la copertina di Finzioni di agosto, può darci qualche
anticipazione?
Ho pensato a un parallelismo tra Falco
Lomuncolo, il protagonista del mio fumetto Rifrazione Fantasma, e la figura di
Ulisse nell’Odissea. In fondo Falco è un astuto ingegnere militare, esiliato
per anni dalla sua casa e dai suoi cari, che si trova a percorrere un viaggio
di ritorno, affrontando luoghi, personaggi e situazioni per giungere finalmente
alla sua meta e trovarla occupata. Dopotutto
Omero ha definito l’archetipo del viaggio dell’eroe.
Pochi giorni fa ho avuto il piacere di
condividere il palco con Caparezza durante un suo brano, disegnando dal vivo
davanti a 7000 persone, una esperienza unica. L’opera è all’asta su
Charitystars per la campagna R1pud1a di Emergency fino al 30 settembre.
Sto concludendo un lavoro divulgativo a fumetti in inglese e ho pronta nel
cassetto la sceneggiatura del mio prossimo libro, ma come dissi al pubblico di
Caparezza, comprate tutti Rifrazione Fantasma così potrò fare anche il prossimo
fumetto, ci conto.










