15 febbraio 2011

Eden V

(da www.ondaradio.info)


Era il 16 dicembre 1988 (un venerdì), allorché sulle nostre regioni meridionali si abbatté un’ondata polare, che lasciò tutti a bocca aperta, compreso il colonnello Baroni di “Che tempo fa” (in onda su Raiuno), sempre impeccabile nelle sue previsioni meteo.
Il giorno prima, il mitico colonnello, pur rilevando un’irruzione di aria fredda causata dal richiamo di venti orientali per via di un vortice tra Grecia ed Egeo, specificò che quella singolare circolazione d’aria si sarebbe in poche ore spenta grazie all’espansione verso est e verso sud di una grossa cellula di alta pressione dall’Atlantico. Così non fu.
Il vortice sull’Egeo non si era affatto affievolito ma addirittura acutizzato, per l’imprevisto arrivo di aria gelida dalla Russia.
Il 16 dicembre 1988 fu, infatti, caratterizzato da temperature al di sotto dello zero. La stazione meteo di Foggia registrava una temperatura media di -1,1 °C, con pioggia, neve, scarsa visibilità e una velocità massima del vento di 29,4 km/h (fonte: Archivio Storico di Meteo.it).
Le pessime condizioni meteo di quel giorno causarono il naufragio di una nave dal nome “Eden V”, proveniente da Beirut (Libano) e diretta a Ploce (Croazia). Il naufragio, secondo la versione del comandante della nave, determinò l’avvicinamento della “Eden V” alla costa, il cui relitto (posto sotto sequestro dalla Procura della Repubblica di Lucera nel 2007, a seguito dei lavori di smantellamento poi sospesi) giace tuttora sul litorale di Lesina.

Ma cosa trasportava la “Eden V” nel suo ultimo viaggio?





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